     {"id":1257,"date":"2019-12-17T15:11:23","date_gmt":"2019-12-17T14:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/?p=1257"},"modified":"2019-12-17T15:30:42","modified_gmt":"2019-12-17T14:30:42","slug":"terapie-riparative-le-cure-per-una-malattia-che-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/terapie-riparative-le-cure-per-una-malattia-che-non-esiste\/","title":{"rendered":"Terapie riparative: le \u201ccure\u201d per una malattia che non esiste"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1258\" src=\"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/copertina_riprative-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/copertina_riprative-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/copertina_riprative-55x55.jpg 55w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/copertina_riprative-94x94.jpg 94w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Nel mondo scientifico e accademico \u00e8 da anni riconosciuta l\u2019infondatezza e la dannosit\u00e0 delle cosiddette terapie riparative, eppure nel dibattito pubblico questi approcci trovano ancora spazio e sostegno: ecco perch\u00e9 nel 2019 continua ad essere importante parlarne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><strong>Che cosa sono<\/strong><\/h2>\n<p>Le terapie riparative sono approcci che considerano l\u2019omosessualit\u00e0 come una malattia o una devianza della sessualit\u00e0, e sostengono di poter curare la persona che attua comportamenti omosessuali fino a farla diventare \u201cex-gay\u201d. Queste teorie sono sostenute soprattutto da gruppi politico-religiosi piuttosto estremisti (vedi Lingiardi, <em>Citizen Gay: Famiglie, diritti negati, salute mentale<\/em>, 2007) e partono da presupposti ideologici che riducono l\u2019omosessualit\u00e0 a comportamenti peccaminosi e immorali, conseguenti a un presunto fallimento nel processo di identificazione di genere.<\/p>\n<p>Per esempio, un ragazzo che prova desideri omosessuali e chiede una consulenza a chi fa terapie riparative (o viene portato l\u00ec dai genitori) probabilmente si sentir\u00e0 dire che ha un rapporto conflittuale col padre, che \u00e8 troppo effeminato e non \u00e8 riuscito a incarnare appieno il suo ruolo maschile, che quello che lui scambia per desiderio sessuale sarebbe in realt\u00e0 un senso di ammirazione per persone del suo stesso sesso pienamente identificate nel genere maschile. L\u2019argomento \u201cproblemi con il pap\u00e0\u201d sar\u00e0 facilmente proposto anche a una ragazza che si dice attratta da ragazze, stavolta con la spiegazione che il risentimento per il padre l\u2019avrebbe portata a sviluppare un odio verso gli uomini.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, il messaggio comunicato \u00e8 \u201cl\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 sbagliata ma si pu\u00f2 curare\u201d, con la promessa pi\u00f9 o meno esplicita di neutralizzare i desideri omosessuali o quantomeno di renderli controllabili. \u00c8 dopo questa riconfigurazione dei vissuti personali che hanno inizio le pratiche per la riparazione: incontri \u201cterapeutici\u201d individuali e di gruppo, counseling pastorale, direttive comportamentali di rinforzo\/evitamento, iniziazioni alla mascolinit\u00e0 o alla femminilit\u00e0 basate sui ruoli di genere stereotipati (es. giocare a calcio per fare \u201cle cose che fanno i maschi\u201d), preghiera e talvolta esorcismi.<\/p>\n<p>Le terapie riparative sono prive di fondamento scientifico e per questo motivo sono vietate dalle principali istituzioni della Salute Mentale, come l\u2019American Psychiatric Association (APA), l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) e il Consiglio Nazionale dell\u2019Ordine degli Psicologi (CNOP). Per comprendere la pericolosit\u00e0 delle teorie riparative \u00e8 necessario un breve riferimento alla storia della depatologizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0 nel campo della Salute Mentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>La depatologizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0 nella comunit\u00e0 scientifica<\/strong><\/h2>\n<p>La comunit\u00e0 scientifica ha superato ormai da decenni il capitolo buio in cui considerava l\u2019omosessualit\u00e0 come una malattia. Gi\u00e0 negli anni \u201850 una ricerca della psicologa Evelyn Hooker aveva dimostrato che l\u2019omosessualit\u00e0 non presenta sintomi specifici che permettano ai clinici di riconoscere l\u2019orientamento sessuale di una persona osservando i punteggi dei test di personalit\u00e0. In altre parole, la Hooker ha evidenziato che il funzionamento sano o patologico non ha nulla a che fare con l\u2019orientamento sessuale. Questa ricerca ha fatto da apripista per l\u2019utilizzo del metodo scientifico anche sul tema dell\u2019omosessualit\u00e0, permettendo cos\u00ec di superare il pregiudizio verso la non-eterosessualit\u00e0, che per anni ha portato diversi autori a sviluppare teorie patologizzanti senza verificare l\u2019esistenza di fondamenti scientifici.<br \/>\nLa depatologizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0 e la sua rimozione dai manuali dei disturbi mentali sono avvenute ufficialmente nel 1973 per l\u2019American Psychiatric Association (APA) e nel 1990 per l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS). Attualmente le istituzioni della Salute Mentale considerano l\u2019omosessualit\u00e0 come una \u201c<em>variante naturale normale e positiva della sessualit\u00e0 umana<\/em>\u201d (APA) e una \u201c<em>variante naturale del comportamento umano<\/em>\u201d (OMS). Le teorie sull\u2019origine dell\u2019omosessualit\u00e0 come esito di dinamiche familiari patologiche o di uno sviluppo psicologico incompleto sono considerate ormai obsolete. Ad oggi la scienza ci dice che l\u2019orientamento omosessuale \u00e8 uno di quelli possibili; non \u00e8 una malattia, non \u00e8 una scelta, non \u00e8 modificabile con alcun trattamento. Si \u00e8 inoltre perso qualsiasi interesse a ricercare l\u2019origine dell\u2019omosessualit\u00e0, cos\u00ec come non si ricerca l\u2019origine dell\u2019eterosessualit\u00e0.<br \/>\nLa comunit\u00e0 scientifica ha un grande debito nei confronti delle persone omosessuali danneggiate a livello fisico e psicologico da qualsiasi approccio riparativo (per gli amanti del cinema un riferimento pu\u00f2 essere il recente film \u201cBoy Erased\u201d). Per questo motivo, le istituzioni della Salute Mentale hanno preso l\u2019impegno di contrastare lo stigma e i pregiudizi generati dall\u2019ignoranza o da false credenze sull\u2019orientamento sessuale, attraverso la divulgazione di informazioni scientificamente fondate, la continua ricerca e la deontologia professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Da chi sono richieste e chi le propone<\/strong><\/h2>\n<p>Le terapie riparative hanno iniziato a diffondersi negli anni \u201880, dopo che l\u2019APA aveva ormai cancellato l\u2019omosessualit\u00e0 dalla lista delle malattie mentali e promuoveva gli approcci affermativi per favorire l\u2019accettazione positiva dell\u2019identit\u00e0 gay, lesbica e bisessuale. In tale contesto, le terapie riparative hanno potuto intercettare le persone che vivevano un profondo conflitto per l\u2019incompatibilit\u00e0 percepita tra il proprio sistema di valori culturale-religioso e la prospettiva di un\u2019identit\u00e0 gay o lesbica. Tutt\u2019oggi le terapie riparative sono tendenzialmente richieste da chi fatica a trovare una coerenza tra diverse dimensioni della propria identit\u00e0 e, per la sofferenza generata da tale conflitto, chiede di eliminare un aspetto di s\u00e9 vissuto come inaccettabile e perturbante.<br \/>\nDi fronte a una richiesta di conversione dell\u2019orientamento sessuale, un\/a terapeuta competente e rispettoso\/a della deontologia professionale far\u00e0 un\u2019analisi della domanda aiutando la persona a riformulare la sua richiesta. \u00c8 infatti probabile che questa sia legata al bisogno di mitigare i profondi conflitti sul proprio orientamento sessuale, all\u2019esigenza di ridurre lo stigma interiorizzato e alla necessit\u00e0 di trovare una narrazione identitaria che possa tenere insieme la dimensione della sessualit\u00e0 con le credenze religiose, le tradizioni culturali ecc. Diversamente, chi pratica terapie riparative colluder\u00e0 con la domanda della persona senza analizzarla in modo critico e clinicamente corretto, in quanto ideologicamente sintonizzato\/a con la prospettiva patologizzante e disconfermante del\/della paziente.<br \/>\nIn Italia i terapeuti che praticano apertamente le terapie riparative sono pochi, generalmente legati a gruppi religiosi spiccatamente dogmatici. Se si tratta di professionisti iscritti all\u2019Ordine degli Psicologi, mi preme ricordare che la pratica riparativa v\u00ecola il Codice Deontologico ed \u00e8 per questo segnalabile dai\/dalle pazienti alle commissioni etiche dei diversi Ordini Regionali. Le terapie riparative vengono proposte anche da altre figure, come sacerdoti, pastori, consulenti. A tale proposito, rimando i lettori e le lettrici al recente approfondimento de L\u2019Espresso (16 giugno 2019) \u201c<em>Cos\u00ec ci hanno devastato l\u2019anima per \u2018guarirci\u2019 dall\u2019omosessualit\u00e0<\/em>\u201d, che riporta tre testimonianze di adolescenti che hanno incontrato terapisti riparatori, di cui due psicologi e un dentista collaboratore della curia. Qualunque sia la loro professione, coloro che propongono le terapie riparative non hanno un\u2019etica o deontologia professionale n\u00e9 fondamenti scientifici che li sostengano, bens\u00ec hanno come riferimento ideologie omofobiche ed eterosessiste, che vedono l\u2019eterosessualit\u00e0 come unica identit\u00e0 sessuale possibile e, di conseguenza, l\u2019omosessualit\u00e0 come mero comportamento da neutralizzare, correggere e stigmatizzare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Funzionano? No, anzi sono dannose!\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Nel 1994 l\u2019American Psychiatric Association (APA) ha dichiarato che non esistono valide pubblicazioni scientifiche che dimostrino l\u2019efficacia delle terapie riparative nel modificare l\u2019orientamento sessuale. Gli unici studi a favore provengono da organizzazioni religiose che esprimono forti pregiudizi ideologici sull\u2019omosessualit\u00e0 e presentano errori metodologici nella descrizione di definizioni, campioni, trattamenti, risultati e monitoraggio nel tempo, tali da rendere scientificamente inaffidabili e non valide le conclusioni proposte e da non permettere una replica delle applicazioni. Il massimo \u201crisultato\u201d auspicabile di queste terapie \u00e8 la castit\u00e0 o una relazione eterosessuale di facciata, senza per\u00f2 modificare i desideri omosessuali che semplicemente restano repressi, con tutta la sofferenza per tale coartazione, il senso di colpa, di fallimento e l\u2019inevitabile immagine negativa di s\u00e9.<br \/>\nCi\u00f2 che la ricerca evidenzia \u00e8 invece il grave danno che le terapie riparative provocano: perdita di interesse sessuale, ansia, depressione e impulsi suicidari. Questi approcci si alleano con l\u2019omofobia interiorizzata della persona, fanno leva sui sentimenti di vergogna e sul senso di colpa e colludono con la richiesta di rinforzare una scissione o un occultamento dell\u2019omosessualit\u00e0 dal resto della personalit\u00e0. Da un punto di vista psicologico questo \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano si possa pensare rispetto a un lavoro terapeutico finalizzato all\u2019integrazione del S\u00e9 e al benessere personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>La situazione italiana<\/strong><\/h2>\n<p>Il Consiglio Nazionale dell\u2019Ordine degli Psicologi (CNOP) e l\u2019Associazione Italiana di Psicologia (AIP) si pongono esplicitamente contro la pratica di qualsiasi terapia riparativa. Non si tratta di una posizione ideologica ma, al contrario, di una corretta applicazione del Codice Deontologico: secondo gli articoli 3, 4 e 5, il professionista psicologo lavora per promuovere il benessere psicologico; si astiene dall\u2019imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalit\u00e0, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilit\u00e0; si impegna all\u2019aggiornamento continuo delle sue conoscenze scientifiche; applica metodologie delle quali \u00e8 in grado di indicare fonti e riferimenti scientifici e non suscita aspettative infondate nelle attese del\/la cliente.<br \/>\nPurtroppo la netta posizione istituzionale della Salute Mentale non basta a garantire il blocco delle terapie riparative, per questo \u00e9 fondamentale divulgare una corretta informazione scientificamente fondata e ricordare alle persone \u201criparate\u201d che possono esercitare il loro diritto di segnalare chi ha proposto loro tali pratiche.<br \/>\nI contesti pi\u00f9 a rischio di terapie riparative restano i gruppi religiosi estremisti legati a terapeuti o consulenti conosciuti nel settore, assai lontani dalle realt\u00e0 religiose pi\u00f9 accoglienti e capaci di trovare una conciliazione armonica tra le identit\u00e0 sessuali e il proprio credo (esempi per la fede cattolica sono associazioni come \u201cIl Guado\u201d, o figure come don Ciotti e don Barbero). Mi preme dunque sottolineare l\u2019importanza di scegliere con cautela il\/la professionista a cui affidarsi, di chiedere riferimenti scientifici in caso di dubbi e, soprattutto, di diffidare da qualsiasi giudizio morale che imponga un\u2019immagine sovra-ordinata a cui adattarsi anzich\u00e9 offrire ascolto e dare supporto ai vissuti personali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ph.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.adriafruitos.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Illustrazione di Adria Fruitos<\/a><\/p>\n<p>Articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.15121.it\/2019\/06\/20\/terapie-riparative\/?fbclid=IwAR3-wOZywYMVYnD3Le_0_BwD2hUF25odGCEw9Ywv-fBom--uavfDiCjqeqA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">15121<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[maxbutton id=&#8221;1&#8243; ]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo scientifico e accademico \u00e8 da anni riconosciuta l\u2019infondatezza e la dannosit\u00e0 delle cosiddette terapie riparative, eppure nel dibattito pubblico questi approcci trovano ancora spazio e sostegno: ecco perch\u00e9 nel 2019 continua ad essere importante parlarne. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[46],"class_list":["post-1257","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-la-psicologa-risponde","tag-lgbt"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1257"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1257\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2180,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1257\/revisions\/2180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}