     {"id":258,"date":"2014-11-18T00:27:41","date_gmt":"2014-11-17T23:27:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/?p=258"},"modified":"2019-10-16T19:40:39","modified_gmt":"2019-10-16T17:40:39","slug":"figlio-amico-immaginario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/figlio-amico-immaginario\/","title":{"rendered":"L&#8217;amico immaginario di mio figlio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-291 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico-150x150.png\" alt=\"amico immaginario, bambini\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico-150x150.png 150w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico-300x300.png 300w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico-55x55.png 55w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico-94x94.png 94w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/2142213104_amico.png 442w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Scrive Giada (nome di fantasia), 33 anni:<\/strong> &#8220;Inizio a <strong>preoccuparmi seriamente\u00a0<\/strong>per mio <strong>figlio Giacomo (nome di fantasia) di 6 anni<\/strong>, perch\u00e9 da quasi un anno ha un <strong>amico immaginario<\/strong> con cui interagisce quotidianamente. Mi \u00e8 stato detto che \u00e8 solo una fase passeggera e che non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi visto che gioca anche con i compagni reali. Per\u00f2 sentirlo parlare da solo nella sua stanza la sera prima di addormentarsi <strong>mi inquieta parecchio<\/strong>. A volte mi sembra che si perda nel suo mondo anche quando siamo in macchina, e se gli chiedo a che cosa sta pensando risponde &#8220;a niente&#8221;, ma qualche minuto dopo ammette di aver parlato con il suo amico immaginario usando la forza del pensiero. Quando succede<strong> sono davvero in imbarazzo e non so come comportarmi.<\/strong> Da mamma che cosa posso fare? <strong>Dovrei portarlo da uno psicologo?<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giada sembra molto preoccupata per le interazioni del figlio Giacomo con un amico immaginario. Emerge chiaramente il suo disorientamento di fronte ad una relazione &#8220;invisibile&#8221;. Dal messaggio sembra che la madre indaghi con sospetto i pensieri del figlio nei momenti in cui sembra aver luogo questa interazione immaginaria. Probabilmente Giacomo avverte l&#8217;inquietudine della madre, e forse l&#8217;imbarazzo di risultare bizzarro o di essere contrariato lo porta a chiudersi e a mantenere segrete le sue fantasie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche su questo tema (Marjorie Taylor) rivelano che<strong> circa il 60% dei bambini tra i 3 e gli 8 anni ha un amico immaginario,<\/strong> e che ci\u00f2 <strong>non comporta alcuna patologia.<\/strong> I bambini infatti sanno che si tratta di una creazione della loro fantasia. Solitamente ricorrono a queste immaginazioni nel momento in cui non hanno un compagno di giochi reale con cui interagire. Si tratta perci\u00f2 di una <strong>soluzione creativa<\/strong> per rispondere al <strong>bisogno di giocare con qualcuno<\/strong> quando lo desiderano, e questo <strong>non \u00e8 necessariamente legato a difficolt\u00e0 nelle relazioni sociali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, Giacomo sembra ricorrere al suo amico immaginario prima di dormire, <strong>forse per superare la paura del buio o della solitudine<\/strong>. Lo fa anche in macchina, forse perch\u00e9 si tratta di momenti in cui la famiglia dialoga poco, o che comunque non lo fanno sentire coinvolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte ai giochi immaginari dei figli <strong>ciascun genitore reagisce in modo diverso <\/strong>in base al proprio carattere. Alcuni <strong>si comportano come se l&#8217;amico immaginario del figlio fosse reale <\/strong>e chiedono di descrivere questa figura, per giocare insieme e al contempo <strong>provare a cogliere i bisogni\u00a0<\/strong>che il bambino esprime attraverso questo gioco. Altri <strong>preferiscono ignorare i riferimenti del figlio<\/strong> ad un amico immaginario. Questo \u00e8 <strong>del tutto lecito<\/strong> se i genitori si sentono a disagio e non vogliono prendere parte a questo gioco. Il bambino sa perfettamente di aver creato un personaggio con la propria fantasia, e la scelta del genitore di restare fuori dal gioco non avr\u00e0 effetti sulla sua relazione immaginaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;importante \u00e8<strong> non prendere in giro il bambino<\/strong> e <strong>non cercare di convincerlo che il suo amico immaginario non esiste.<\/strong> E&#8217; del tutto comprensibile che un genitore fatichi a capire queste esperienze del figlio. Ma si tratta di <strong>soluzioni difensive sane, innocue e creative<\/strong>, attraverso le quali il bambino si protegge dalle paure infantili. Per<strong> altri coetanei <\/strong>soluzioni meno creative originano <strong>veri e propri sintomi <\/strong>che esprimono disagio. Per il bambino non \u00e8 importante che la mamma comprenda le sue fantasie. Ha per\u00f2 bisogno di <strong>sentirsi legittimato in questo gioco.<\/strong>\u00a0Non accettare le sue interazioni immaginarie potrebbe minare le sue difese e dunque disarmarlo completamente di fronte alle paure che teme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, Giada dovrebbe<strong> trovare il modo di tranquillizzarsi <\/strong>e concedere a questo gioco di fantasia<strong> il giusto spazio<\/strong>, n\u00e9 inesistente n\u00e9 eccessivo, senza trasmettere al figlio <strong>preoccupazioni che in questo caso sembrano infondate.<\/strong> Giacomo continua a giocare con gli altri bambini, mostrando cos\u00ec di essere presente e in contatto con la realt\u00e0. Potrebbe essere invece indicato consultare uno psicologo quando un bambino riduce le relazioni sociali per isolarsi nei giochi di fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il consiglio per Giada \u00e8 quello di <strong>creare pi\u00f9 occasioni di condivisione emotiva<\/strong>, cercando di trasmettere al figlio un <strong>senso di accoglienza e sicurezza.<\/strong> Da l\u00ec potrebbe chiedergli come si sente, se qualcosa lo preoccupa, se si sente solo:. Aiutarlo a<strong> verbalizzare le emozioni e i pensieri <\/strong>potr\u00e0 permettere a Giacomo di sentirsi pi\u00f9 visto e ascoltato, e alla mamma di sentirsi coinvolta nel mondo interiore del figlio che ora le sembra inaccessibile.<\/p>\n<h3>Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/alessandrianews.ilpiccolo.net\/\">AlessandriaNews.it <\/a>in risposta a una domanda giunta in redazione per la rubrica &#8220;la psicologa risponde&#8221;<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/119441573_2.jpg\">[maxbutton id=&#8221;1&#8243; ]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Giada (nome di fantasia), 33 anni: &#8220;Inizio a preoccuparmi seriamente\u00a0per mio figlio Giacomo (nome di fantasia) di 6 anni, perch\u00e9 da quasi un anno ha un amico immaginario con cui interagisce quotidianamente. 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