     {"id":261,"date":"2014-11-18T00:31:31","date_gmt":"2014-11-17T23:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/?p=261"},"modified":"2019-10-16T19:44:30","modified_gmt":"2019-10-16T17:44:30","slug":"sonno-disturbato-bambini-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/sonno-disturbato-bambini-genitori\/","title":{"rendered":"Sonno disturbato nei bambini&#8230; E nei genitori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-289 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/84872695_pieni_famiglia-150x150.png\" alt=\"bambino, insonnia, famiglia, genitori, sonno\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/84872695_pieni_famiglia-150x150.png 150w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/84872695_pieni_famiglia-55x55.png 55w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/84872695_pieni_famiglia-94x94.png 94w, https:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/84872695_pieni_famiglia.png 282w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Scrive <strong>Marina (nome di fantasia), 33 anni<\/strong>: &#8220;Sono <strong>mamma di Vittorio (nome di fantasia)<\/strong>, un vivace bambino di <strong>tre anni e mezzo<\/strong>. Purtroppo Vittorio fa <strong>molta fatica ad addormentarsi<\/strong> la sera. Spesso si sveglia nel cuore della notte e poi si riaddormenta in non meno di mezzora. Io e mio marito <strong>siamo esausti<\/strong> di questa situazione. In casa non riesce a dormire bene nessuno, e di giorno la stanchezza e il nervosismo si fanno sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pediatra dice che non ci sono problemi di salute, e che dobbiamo curare di pi\u00f9 il momento dell&#8217;addormentamento creando un rituale sempre uguale. Questo per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi, perch\u00e9 appena lo lasciamo solo nella sua cameretta Vittorio si riattiva e <strong>viene nel lettone.<\/strong> Per ora l&#8217;unica soluzione che funziona \u00e8 stare in camera sua finch\u00e9 dorme profondamente, oppure lasciarlo addormentare nel lettone e <strong>poi spostarlo nel suo lettino<\/strong>. Ma cos\u00ec appena si sveglia corre a cercarci di nuovo con agitazione. <strong>Cosa suggerisce la psicologa? <\/strong>Grazie&#8221;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione descritta da Marina \u00e8 <strong>comune a molte famiglie<\/strong>. Gli studi rivelano che<strong> fino ai 3\/4 anni<\/strong> di et\u00e0 il sonno dei bambini \u00e8 <strong>agitato e molto pi\u00f9 leggero<\/strong> rispetto a quello degli adulti. Perci\u00f2 le fasi di addormentamento e riaddormentamento potrebbero richiedere un notevole sforzo, soprattutto per quei bambini con<strong> un sonno disturbato (circa 1 bambino su 4).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come suggerito dal pediatra consultato da Marina, \u00e8 fondamentale che il bambino si prepari a dormire attraverso un<strong> rituale con i genitori.<\/strong> Ad esempio l&#8217;abbassamento delle luci, l&#8217;uso di bisbigli per parlare, un momento di coccole e massaggi, una canzone della buonanotte, il racconto di una fiaba&#8230; Le possibilit\u00e0 sono diverse. Basta che il bambino viva questi momenti come una piccola routine finalizzata al <strong>contatto emotivo con il genitore<\/strong>, al rilassamento e, di conseguenza, al sonno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte l&#8217;esigenza di praticit\u00e0 e di tempi serrati fa dimenticare ai genitori che la messa a letto \u00e8 un <strong>momento estremamente relazionale.<\/strong> Al bambino viene chiesto di allentare le difese per &#8220;abbandonarsi&#8221; al mondo onirico, e ci\u00f2 potrebbe risultare <strong>difficile e spaventoso <\/strong>(persino per un adulto). Per questo, al momento dell&#8217;addormentamento \u00e8 fondamentale che il bambino<strong> si senta sicuro<\/strong>, che possa contare sulla disponibilit\u00e0 immediata dell&#8217;intervento dei genitori in caso di bisogno, e che arrivi gradualmente a sentire di potersela cavare da solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dare suggerimenti in un caso come questo non \u00e8 semplice perch\u00e9<strong> entrano in gioco moltissimi fatto<\/strong><strong>ri<\/strong> che non possono essere indagati in questa sede. Sarebbe importante capire se tali difficolt\u00e0 dell&#8217;addormentamento ci sono sempre state o se sono comparse dopo un particolare evento, se in famiglia ci sono tensioni anche solo velate che Vittorio pu\u00f2 aver colto e che lo fanno sentire insicuro, se i genitori svolgono il rituale dell&#8217;addormentamento con i tempi e la sintonizzazione emotiva che il figlio richiede, se l&#8217;atteggiamento genitoriale \u00e8 coerente o ambiguo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a quanto segnala Marina nel suo messaggio, il suggerimento \u00e8 quello di <strong>evitare di far addormentare Vittorio nel lettone<\/strong> per poi trasportarlo nella sua cameretta. Per un bambino che mostra difficolt\u00e0 ad addormentarsi \u00e8 <strong>fondamentale svegliarsi nello stesso posto<\/strong> e nella stessa condizione in cui si \u00e8 addormentato. Sebbene richieda molta pazienza e un notevole impiego di energie, i genitori dovrebbero impegnarsi a stare emotivamente vicini al figlio e a dargli la buonanotte qualche istante prima che lui si addormenti definitivamente. Questo perch\u00e9 nei continui passaggi da fasi del sonno profondo a fasi del sonno agitato il bambino ricerca le stesse condizioni che lo hanno fatto addormentare. L&#8217;eventuale assenza del genitore che era invece presente nel momento in cui si \u00e8 addormentato farebbe svegliare facilmente il bambino, suscitandogli uno stato di agitazione e insicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in cui non fosse ancora stato sperimentato, Marina potrebbe farsi aiutare nel rituale dell&#8217;addormentamento da <strong>un peluche<\/strong>, magari lievemente <strong>impregnato del profumo che usa la mamma<\/strong>: la presenza di un alleato amico che si sostituisce alla presenza materna portandone comunque l&#8217;odore potrebbe dare a Vittorio la sicurezza di cui ha bisogno per non sentirsi solo mentre si addormenta.<br \/>\nVista la necessit\u00e0 di approfondire molti dettagli e la difficolt\u00e0 dell&#8217;intera famiglia a riposare in modo adeguato, <strong>consiglio a Marina di rivolgersi ad uno psicologo infantile<\/strong>, magari consigliato dallo stesso pediatra, cos\u00ec che lei, il marito e Vittorio possano stare bene e dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3>Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/alessandrianews.ilpiccolo.net\/\">AlessandriaNews.it <\/a>in risposta a una domanda giunta in redazione per la rubrica &#8220;la psicologa risponde&#8221;<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.psicologiaalessandriapavia.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/119441573_2.jpg\">[maxbutton id=&#8221;1&#8243; ]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Marina (nome di fantasia), 33 anni: &#8220;Sono mamma di Vittorio (nome di fantasia), un vivace bambino di tre anni e mezzo. 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